giovedì 26 settembre 2013

Ho sognato qualcosa?

 

pennello

foto presa dal web, dal blog di Matilde Franz

Sapete già della mia débâcle come imbianchina a tempo perso e sapete anche che lunedì avevo un forte raffreddore. Nello stesso lunedì sono iniziati i lavori di un imbianchino “vero”, sopraggiunto a riparare i danni fatti da me e rendere plausibile la mia camera da letto.

Quello che potete immaginare è quanto il lavoro in questo momento sia pressante, le cose da fare sono almeno un milione quindi non sarebbe proprio il momento giusto per lavori di ristrutturazione ma ormai c’ero in mezzo.

E di certo non sarebbe stato il momento giusto per finire a tappeto con un febbrone da cavallo, ma ormai c’ero in mezzo con il raffreddore….pareva brutto sprecarlo con un’aspririna e via!

E così il giorno successivo all’inizio della fine della pace (e della pulizia) casalinga la mia temperatura corporea è schizzata oltre i 39 gradi. Mentre io me ne stavo ammucchiata nel divano incapace di restare sveglia per più di dieci minuti consecutivi Mihai, il pittore, imperversava tra pennelli e bidoni di vernice abbellendo la mia stanza da letto e distruggendo qualunque altra cosa sul suo cammino, impiastrando bagno e corridoio, porte, maniglie e pavimenti più o meno ovunque.

Negli incubi peggiori di quel lungo sonno febbricitante biscotti e torte scoppiavano nei forni come indemoniati mentre negli incubi migliori le spezie erano sparite dalla faccia della terra, il burro misteriosamente liquefatto e le uova trasformate in inutilizzabili pulcini.

Negli sprazzi di lucidità zaffate di vernice.

Le mie condizioni erano tali da suscitare la compassione di Mihai il quale si è costantemente preoccupato del mio miserando stato di salute ed è stato così gentile da commuovermi. L’ultima volta che ho avuto gli imbianchini in casa volevano picchiarmi perciò capirete la sorpresa.

Purtroppo o per fortuna dopo quarant’otto ore sono tornata in me, seppur in stato confusionale, e il mondo era strano.

Ho aperto la finestra su una giornata bellissima e ho pensato “Peccato, perdere una cosa così bella” mentre guardavo con una punta d’invidia i passanti che gremivano la strada. Il mondo di fuori mi sembrava quello del Playmobil. Mi sono seduta perché avevo le vertigini.

Mihai ha finito che era sera, ci siamo salutati e io mi sono fatta la minestrina perché mi consola sempre quando non sto bene.

Purtroppo dall’interruttore della luce che ciondola penzoloni  ha finito, come era prevedibile, per staccarsi un filo e così la stanza è rimasta buia e muta fino al mattino seguente.

Il giorno ha svelato il triste segreto e cioè che la stanza ha bisogno di una terza mano. Peccato che oramai non verrà più nessuno e la ditta non risponde al telefono.

Ho considerato varie possibilità tra le quali: fare finta di niente, pulire comunque e rimandare la fine lavori, impugnare io stessa il rullo e finire l’opera. Ho cercato rabbiosa di capire come riaggiustare l’interruttore della luce (un delizioso manufatto dei primi del novecento tanto bello quanto misterioso). Altrettanto disturbata ho tentato di strappare dal comò impacchettato nei teli una maglietta ma quando finalmente ci sono riuscita non si richiudeva più il cassetto, non so perché. Ho urlato una specie di rabbia strozzata.

Improvvisamente mi sono sentita così intensamente infelice e sola che mi sono accasciata desolata nella polvere.

Sola.

E alle prese con soffitti più alti di me, vernici più ostinate di me, prese della luce più capricciose di me.

E ho una vertigine più forte che mai.

Comunque, a pianti terminati, ho cominciato pian piano a pulire, accantonando l’insana idea di fare nuovi danni con il rullo ora che il lavoro è quasi finito (…male?.....beh…quasi finito).

E mentre rimuovevo chili di polvere ho cominciato a pensare che ho proprio tutto quel che serve per essere felice. Persino quello che mi manca serve allo scopo, serve ad avere ancora una furiosa voglia di vita.

Panno dopo panno ho rimosso la polvere, le chiazze di vernice, la stupidità dalla mia faccia rigata da lacrime sporche. E poi ho risposto al telefono che squillava.

Non sempre sentirsi soli corrisponde al vero.

Spero che non mi torni la febbre. E di rimettermi presto in cucina!

E magari un’ultima “rullata” quasi quasi la do….che danni posso fare?

Ma soprattutto spero di riuscire presto a scrivere post meno sconclusionati o sarò costretta a cancellare il blog di nuovo……siate pazienti…….ce la posso fare……..credo……..

massì…..

ce la posso fare!

Un caro saluto a Mihai (che si pronuncia tipo Mikail ma con una cosa aspirata nel centro, al posto della kappa e comunque significa Michele). Mihai si è commosso perché gli ho fatto il caffè. Dice che nelle altre case non succede. Peccato che io il caffè lo faccio da schifo. Però lo servo con ottimi biscotti, ci potete credere!

15 commenti:

  1. Coraggio Pam!! A me piacciono anche questi post che tu reputi sconclusionati, io li trovo ugualmente belli! E sono sicura che i biscotti che servi con il caffè sono deliziosi :-) Spero che la febbre giri al largo da te, ma anche i pensieri cupi sulla solitudine... e hai ragione, non sempre sentirsi soli corrisponde al vero, anche se nei momenti duri è davvero facile sentirci così. Conta il supporto virtuale delle amiche di blog? Spero di si, e in tal caso: un abbraccione forte!

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  2. Conta, conta, conta tanto.
    Comunque sono riuscita ad aggiustare l'interruttore....e ho pulito mezza casa scoprendo che lo sporco non è indelebile, in genere.
    Ci saranno guai peggiori.....e io li troverò senz'altro!!!! :D Un bacione e grazie del sostegno morale

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  3. Il consiglio che mi sento di darti dal profondo del cuore è... ora basta deponi non le armi ma i pennelli....previo altri disastri! Anche io prenderei a casa tua un caffè... non per il caffè di certo, ma sicuramente per i biscottini e i dolcetti di accompagnamento!

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    1. Le armi le ho dovute riprendere....per pulire tutto il casino. Basta...voglio fare la pasticcera E BASTA!!!!!!!!

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  4. Effetto Mihai!
    Ma questo signore a parte la commozione per un gesto gentile( cosa che fa davvero sempre tanto piacere) mi sembra di capire faccia terra bruciata dopo ogni suo passo.....casinista quasi come me!!!
    Pareti nuove, colori nuovi, lascia entrare la luce.....quella c'è sempre;))

    P.S. Pure io mi commuovo davanti ai biscotti, molto!

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    1. Come tutti i pittori, temo! Il peggio è che quella che è venuta a pulire ha lasciato che facessi quasi tutto io mentre lei sbuffava scocciata. Io sono fuori di me!!!!
      Fare i lavori in casa è una vera sciagura, sigh.

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  5. E' bello averti ritrovata ed è sempre un piacere leggerti!
    P.S. Io devo ridipingere casa da due anni e rimando...rimando...rimando...

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    1. Rimanda, rimanda.....fallo solo quando ti sentirai veramente coraggiosa!!!! I lavori in casa sono un flagello!!!!!

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  6. io ci avrei scommesso che tornavi!!! Sono troppo felice!
    Ci ho messo un po' a passare a salutarti....diciamo che prima ti ho lasciato sistemare casa...hihihihi!!!
    Mi sono letta i tuoi post...sempre un piacere leggerti. Non importa se in Toscana o a Roma... Tu sei sempre unica!
    Un abbraccio
    Paola

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    1. Che piacere ritrovarti Paola. Un abbraccio grande!

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  7. NON VENIVO Più A TROVARTI PER NON SENTIRMI TRISTE NEL NON TROVARE PIU' NULLA DI SCRITTO ... OGGI NON CE L'HO FATTA, HO DOVUTO CLICCARE SUL TUO BLOG ... E CHE MAGNIFICA SORPRESA ... SCRIVI ANCORA ... ANCHE PER NOI.
    ANNA

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  8. Non ci credevo! ma ci volevo credere. Sai che ogni tanto cliccavo il tuo blog per nostalgia ben sapendo che non avrei trovato nulla! Mi fa piacere tanto che tu abbia deciso di farti sentire e non di angustiare troppo per le "cose di casa", sono dispettose! Un abbraccio caldo ( così ti passa il raffreddore) . Nadia

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