giovedì 5 settembre 2013

Settembre e la Panna

 

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Mi sento settembre addosso, sulla pelle avverto il suo tocco fresco e profumato.
Ogni volta che mi sfiora mi fa sorridere.
E mi consola di qualunque cosa.
Finalmente le piantine aromatiche se ne possono stare tranquillamente appollaiate sul davanzale della finestra della cucina senza temere di essere orribilmente arrostite dal sole feroce di agosto.
E anche io mi sento più tranquilla, come la menta che si culla sulla brezza lieve che si è infilata nel cortile. Già…il cortile…questo cumulo di cemento è tristezza su cui affaccia la finestra della mia cucina.

Pensare che l’anno scorso, in questi giorni, fotografavo compulsivamente ogni centimetro di vista panoramica verde-montagna e bianco-cascata e fiume che godevo dalle mie finestre toscane e sospiravo e pensavo a quando mi sarei ritrovata di nuovo davanti a questa finestra di sempre, questa finestra romana sui condizionatori del supermercato qua sotto. E temevo il cemento e la tristezza.

E sapete invece? E’ bellissimo essere qui, dove sono!

Sono una di quei romani che non deve più sognare di andare via in campagna:, “Che bello in campagna, che bello la Toscana!!!! Il mio sogno da sempre, che bello, che bello, beata te! ”. Io questo sogno, che sembra animare le fantasia di tantissimi miei concittadini tramortiti dal traffico e dallo scontento, sono andata a vedere com’era.

E sono tornata.

Ora, mentre settembre mi accarezza le spalle e i capelli, riordino le idee, metto da parte le foto e i ricordi e programmo un nuovo futuro.
E’ passato un anno. A me sembra sempre che la vita si muova troppo lentamente e poi mi volto indietro e vedo che in un anno ne ho vissuto cinque. Ops!

Un nuovo inizio.
E la mia finestra sul cortile...mica robetta…..ci sono grandi registi che ci hanno fatto dei film, per dire!
Ora gli amici vogliono sapere cosa c’è stato dentro a tutto questo Tempo, il Tempo che sono stata via.
Sarà un racconto lungo, buono per l’inverno quando fa buio. Ammesso che me ne ricordi ancora, che non stia già svolazzando su nuovi sogni e affastellando incongrui propositi, mettendo insieme bagagli e carabattole per il viaggio che non ho ancora fatto. Il che sarebbe proprio da me.

Ma intanto, Roma mia cara, eccomi qui. Ad annusare il settembre speciale che hai solo tu. Perché in campagna sai, settembre è più acidino: con le sue temperature già troppo basse al mattino e all’imbrunire, con quello scurire della sera che arriva sempre un po’ prima del giorno precedente e si allunga sull’ultimo pomeriggio come una pozzanghera, sporcando di nero la coda dell’estate.
E invece tu sei bella Roma, bella, dolce e languida come una bella signora appagata.

Si può essere felici ovunque e disperati ovunque o perdersi all’improvviso non importa dove.
Ma un settembre così ce l’ha solo Roma. E io sono contenta di averlo ritrovato.

Perciò cari Roma e caro Settembre festeggiamo con la panna.

 

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Mi prendo la licenza di un pugno di fragole totalmente fuori stagione (ecco quella che predica bene e razzola….sgrunt!) e via di meringhe. E poi mi metterò a comporre nota dopo nota come un violinista di strada, allegro e pazzo.

E poi…guarda…sarà che da un po’ mi vengono così: la ricetta è pure GLUTEN FREE!

Un brindisi!!!
A Roma!
A Settembre!
A me!

Ma soprattutto agli amici.

 

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Coppa alla Panna

Ingredienti per quattro coppe

per le meringhe

200g di zucchero semolato
140g di albume
30g di mandorle dolci
15g di mandorle amare
30g di zucchero a velo

½ cucchiaino di cacao

un cucchiaino di mosto cotto invecchiato

per il biscotto croccante:

100g di farina di riso
100g di farina di grano saraceno (possibilmente semi-integrale)
100g di zucchero semolato
100g di burro
1 uovo intero

inoltre

500ml di panna fresca da montare
Un cucchiaio di zucchero a velo
fragole e kiwi a piacere

 

Procedimento

Preparate la meringa montando gli albumi e aggiungendo lo zucchero in tre riprese. Dovete ottenere una massa ferma e molto compatta.

Dividete l’impasto in quattro porzioni.

Frullate le mandorle dolci e amare con 30g di zucchero semolato oppure miscelate la farina di mandorle dolci e amare con dello zucchero a velo. L’importante è che la miscela sia molto sottile. Se volete potete sostituire questa miscela con pari peso di amaretti ridotti finemente in farina anche se il sapore sarà diverso. Unite la polvere ottenuta ad una porzione di meringa e miscelate con attenzione senza smontare il composto.

Ad un’altra porzione di meringa unite goccia a goccia il mosto, facendo attenzione a non smontare il composto.

Infine amalgamate nella terza porzione di meringa la polvere di cacao.

La quarta parte resta neutra.

Formate con la sac a poche delle piccole meringhe, di dimensioni diverse, da uno a tre centimetri di diametro.

Fate asciugare le meringhe nel forno alla temperatura di 110°. Ci vorrà circa un’oretta. Le meringhe sono pronte quando si staccano da sole dalla teglia.
Ovviamente potete scegliere di lasciare tutte le meringhe neutre o di fare solo un paio di gusti diversi!

Per il biscotto procedete come per una normale frolla sabbiata. Miscelate le due farine con lo zucchero ed unite il burro freddo a tocchetti. Con la planetaria a bassa velocità o con le mani fare assorbire il burro nelle farine fino a formare un composto sottilmente bricioloso. Impastate velocemente con l’uovo e fate riposare la pasta in frigorifero. Quindi stendetela ad un’altezza di circa un centimetro e mezzo e cuocete nel forno a 180° per circa mezz’ora. Se incidete la pasta cruda sulla superficie sarà più facile tagliarla una volta cotta.
Quando il biscotto è pronto fatelo freddare e poi tagliatelo con un coltello affilato e pesante per ottenere le “cialde” (le chiamo cialde ma in realtà sono ben più spesse).

Lavate e tagliate la frutta. Scegliete della frutta non troppo dolce e con una nota aspra marcata che contrasti con la panna.

Montate la panna con lo zucchero a velo senza renderla troppo dolce.
Più meringhe decidete di utilizzare meno zuccherate la panna.

In ogni coppa alternate cucchiaiate di panna, meringhe di vari gusti e la frutta. Decorate a piacere e servite con il biscotto croccante.

ATTENZIONE: Per montare il dolce ci voglio solo pochi minuti. Fatelo poco prima di servire altrimenti le meringhe si scioglieranno nella panna. Buono il sapore ma addio contrasto di croccantezze!

 

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10 commenti:

  1. Pamirilla, brindo con te con una di queste favolose coppe!! Brindo al tuo ritorno, a settembre (anche per me, mese di nuovi inizi, dall'aria speciale) e soprattutto all'amicizia! Ma si può brindare con una coppa alla panna? Direi proprio di sì, se è buona come la tua! Il tuo stile mi è mancato un mucchio, solo tu sai scrivere in modo così poetico e graffiante allo stesso tempo. Un abbraccio forte, forte, forte! Cin-cin ;-)

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  2. MA che bello festeggiare il tuo ritorno nella mia amat Roma.
    Come te, anche a me non dà fastidio il caos, nè il cemento...sarà perchè ci torno poco?
    Rubo una coppa e mi interrogo sulla questione :D

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  3. Questa è la migliore notizia del mese appena iniziato. E come sai bene io amo Settembre. Ma amo anche te per cui ritrovarti qui è commovente. Sono felice. Davvero.
    E aspetto le storie del Tempo che ci hai rubato!
    Un bacio tesorona cara.
    Pat

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  4. semplicemente bentornata! le tue ricette e i tuoi racconti mi sono mancati!!

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  5. Bentornata e quale festeggiamento migliore di questa bella coppa alla panna?
    A presto.

    Enrico

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  6. bella che sei, voglio essere tua amica!!!

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  7. E io sarò felice di leggere del tuo Tempo, ma sono ancora più felice di saperti consapevolmente serena.
    Un abbraccio pannoso e le meringhe al mosto cotto le provo sicuramente, sei una grande! ;)

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  8. quale miglior festeggiamento di questa goduriosa coppa pannosa!!!
    Bentornata! Sono felice di rileggerti ;)

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  9. Approvo e sottoscrivo! Io non vivo in campagna, ma al mare e qui pur andando ancora ogni giorno al mare, si respira aria di... tristezza! Se ne sono andati via tutti e c'è un silenzio....ma abitando a pochi km da Roma.... prendo un treno e ti raggiungo! Speciali le tue coppe! Buon fine settimana!

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  10. anche io amo settembre, fin da quando ricominciava la mia scuola.
    bentornata pam.

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