martedì 17 febbraio 2015

Nel bel mezzo di un gelido inverno



Puzza di broccoli, di pomata per le ustioni e di qualche ricordo sbruciacchiato da buttare via.
Apro la finestra per far cambiare l'aria e infatti cambia.
Prima era tiepida e ora c'è un freddo siderale.
Un freddo umidiccio.
Piovigginoso.

Siamo nel bel mezzo di un gelido inverno che lento arranca aggrappandosi ai lampioni sciapiti e agli alberi spogli.

Io dormo molto e sogno molto e quando sono stanca esco e cammino per ore.
Le ricette nuove le provo la notte perchè nel buio si perdono pregiudizi e false speranze e resta solo la forza della fantasia.
Nel buio il grigio non si vede. Nel buio i profumi sono più forti.

Ho bisogno di zucchero perchè mi annoio. Ma mi hanno detto che lo zucchero fa male. A me fa male anche la noia. La noia di più.
Chiedetelo ai racconti lasciati a metà su fogli di quaderno spiegazzati, agli amanti abbandonati all'improvviso nel letto sfatto, agli sportelli dimenticati aperti.
La noia è un inverno che non finisce mai.

Con lo zucchero invece si può ragionare.
Io poi parlo con tutti. Sono un'anima socievole. Ti pare che non dia un po' di confidenza proprio allo zucchero?
Saccarosio, glucosio, destrosio, maltosio. Miele, miele, mieeele porno-appiccicoso, godurioso e lucente. Catarifrangente..
Fruttosio no, fruttosio NO no no..evoca spettri e trigliceridi, malattie mortali, balle spaziali, errori mentali. Poi....zucchero di cocco, cocco fresco, cocco bello, sciroppo d'agave....sciroppo d'acero......mieloso, viscoso, succulento e generoso. Ma forse no....forse si....o no.....?

Sfoglio e leggo pagine su pagine segnandole con impronte digitali appiccicose e medito sugli infiniti nomi della stessa cosa e sulle troppe cose che si chiamano nello stesso modo giusto per far confusione, per stuzzicare quest'inverno addormentato e lento, per rimescolare la notte, per mangiare la noia o per altri motivi che mi sfuggono.

E alla fine tanto studio dove porta? Spengo il pc, chiudo i tomi imbrattati di sapere.
Maltitolo, lattosio e trealosio...mi fa male una spalla e mi è caduto in terra il barattolo di glucosio.
Che è vischioso e colloso e difficile da pulire.

E allora mi fermo, resto seduta per terra, accanto al glucosio e al barattolo vuoto scorgendo un baluginio sotto il tavolo, qualcosa che scappa sotto la credenza e resta immobile. Respira piano per non farsi scoprire. E' una palla di sogni abbandonati. Si sono nascosti perchè non li trovi e non possa buttarli nella spazzatura. Non si fidano di me, come io non mi sono fidata di loro.
Li ho persi perchè mi sono annoiata e sbadigliando mi sono addormentata altrove, su un divano mezzo rotto che naviga sospeso in questo inverno gelido, lento e ottuso.

Nel mezzo, qua.
Nel mezzo sto.
Sul pavimento impiastrato di glucosio.

Non un bello spettacolo per la notte.


Che infatti fa spallucce e se ne va.

E quando mi sveglio faccio colazione con barrette croccanti e profumate che ho pensato studiando e studiato pensando ad altro: a certi sogni appallottolati sotto la credenza e un miraggio di vittoria che non è arrivata mai.
O forse, invece, era una gara già vinta.
Per questo mi ha annoiata.
E l'ho scordata via.

Gli ingredienti di questo sogno croccante sono:

70g  di mandorle e nocciole
25g di semi misti: sesamo, lino, girasole
20g di uvetta
20g di chicchi di mais
40g di miele
20g di zucchero di canna
35g di sciroppo d'acero

In una padella salto il mais senza condimenti. Come la padella si è scaldata abbastanza i grani cominciano a scoppiare battendo contro il coperchio e io mi diverto sentendoli fremere e saltellare, cercano una via di fuga che non gli concedo. Poi sollevo il coperchio e aspiro il profumo. Come sempre un chicco o due scoppiano in quel momento tuffandosi nello spazio aperto della cucina e mi fa sorridere tanta inutile audacia.
Faccio tostare brevemente nocciole e mandorle mentre sminuzzo il pop corn ancora caldo che così mi profuma le mani. Scanso i chicchi rimasti inesplosi come promesse non mantenute, ma senza rancore.
In una pentola dal fondo spesso, a fuoco basso, sciolgo insieme gli zuccheri: canna, miele e sciroppo d'acero. Fino a che lo zucchero non sia completamente sciolto, fino a che il colore non sia omogeneo, fino a che il profumo di sciroppo evapori nell'aria mescolandosi con quello del pop corn.
Aspiro. E sorrido. Gesto facoltativo per la ricetta ma utile al buon umore.
E poi trito grossolanamente la frutta secca e la butto insieme ai semi, al pop corn e all'uvetta nella pentola con lo sciroppo mescolando bene per impregnare tutto.
Infine verso in una teglia di silicone e inforno a 180° per circa 15/20 minuti.

Dopo aver fatto colazione con yogurt, una barretta e del the nero mi vesto, indosso il mio cappottino preferito, giro tre volte la sciarpa intorno al collo e esco dimenticando di controllare se piove o c'è il sole.
Perchè se resto distratta abbastanza a lungo, forse, la primavera arriverà prima che me ne accorga.

E poi....mi sembra di ricordare....di aver fatto un sogno......